Discorso sullo stato dell'Unione europea: Le parole sono importanti

Strasburgo, 13 settembre 2017: il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker si rivolge al Parlamento europeo nel suo discorso sullo stato dell'Unione europea.
Strasburgo, 13 settembre 2017: il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker si rivolge al Parlamento europeo nel suo discorso sullo stato dell'Unione europea.
14 settembre 2017 – VoxEurop Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa, euobserver.com

Quali sono le parole che ricorrono di più nel discorso annuale che il presidente della Commissione fa dinanzi al Parlamento e che cosa dicono sull'Europa? Abbiamo dato un'occhiata da vicino in questo articolo collaborativo realizzato nell'ambito dell'European Data Journalism Network, la rete europea per il giornalismo sui dati di cui VoxEurop è parte.

Il 13 settembre il presidente della Commissione europea ha tenuto il suo discorso annuale sullo Stato dell'Unione (noto anche con l'acronimo Soteu) al Parlamento europeo riunito a Strasburgo. Per Jean-Claude Juncker si trattava del terzo intervento di questo tipo.

Nel suo discorso Juncker ha passato in rassegna il lavoro realizzato nella scorsa annata e presentato le priorità per quella che viene. Ha spiegato come la Commissione intende affrontare le principali sfide che si presentano all'Ue, e ha condiviso alcune delle sue idee personali sul futuro dell'Europa.

Al termine del discorso, un dibattito con i parlamentari europei ha dato il via al dialogo tra il Parlamento e il Consiglio dell'Ue sul programma di lavoro della Commissione europea per il 2017-18.

Benché possano apparire poco interessanti – soprattutto al di fuori della bolla di Bruxelles – i discorsi annuali sullo Stato dell'Unione sono una delle pochissime occasioni in cui il presidente della Commissione presenta in pubblico il lavoro che lui e i suoi colleghi hanno svolto e delinea la sua visione per i mesi a venire.

È un'occasione simile ai discorsi di indirizzo politico generale che pronunciano i singoli capi di governo: proprio per questo è interessante analizzare più nel dettaglio il linguaggio e le parole che vengono usate nei discorsi sullo Stato dell'Unione.

Sono parole che segnalano i concetti e i temi che dominano una determinata fase, e ciò su cui l'Ue si concentra.

1. Le venti parole più utilizzate in tutti i discorsi

Le parole che ricorrono più spesso nel complesso dei discorsi sullo Stato dell'Unione (pronunciati a partire dal 2010), assieme alla loro frequenza.

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2. Le dieci parole più utilizzate in ciascun discorso

Il grafico indica quante volte le parole più ricorrenti nell'insieme dei discorsi sono state pronunciate in ciascuna occasione, evidenziando in arancio e rosso le frequenze più alte.

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3. Le parole relativamente più frequenti in ciascun discorso

La wordcloud mostra tutte le parole che sono allo stesso tempo molto presenti in uno dei discorsi e meno presenti nei discorsi degli altri anni (i termini ricorrenti sono stati eliminati).

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4. Alcune parole relativamente più frequenti

Il grafico si sofferma su alcune parole chiave, selezionate perché particolarmente interessanti, e illustra quante volte sono state pronunciate in ciascuna occasione.

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Queste infografiche e il relativo codice sono disponibili con la licenza Creative Commons – attribuzione. Possono essere riprodotte a patto che ne venga citata la fonte: Giorgio Comai/OBC Transeuropa/#edjnet.

Questo articolo è pubblicato in collaborazione con The European Data Journalism Network – CC/BY/NC.

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