I legami tra Marine Le Pen e Vladimir Putin: Vecchie conoscenze

Vladimir Putin e Marine Le Pen ritratti come degli eroi sovietici da Maria Katasonova nel 2016.
Vladimir Putin e Marine Le Pen ritratti come degli eroi sovietici da Maria Katasonova nel 2016.
3 maggio 2017 – euobserver.com (Bruxelles)

La candidata di estrema destra al secondo turno delle elezioni presidenziali francesi del 7 maggio ha collezionato una lunga serie di viaggi più o meno segreti per incontrare sia il presidente russo Vladimir Putin sia alcuni dei suoi più stretti alleati. Sebbene continui a negare di aver ricevuto denaro da loro, restano domande sull’influenza del Cremlino sul Front National.

Su una parete del quartier generale di Marine Le Pen, nell’elegante ottavo arrondissement a Parigi, è appeso un dipinto bizzarro: mostra la candidata di estrema destra alle elezioni presidenziali francesi col presidente russo e quello americano accanto a lei. Su uno sfondo nero, in pieno stile sovietico, Marine Le Pen, Vladimir Putin e Donald Trump osservano un orizzonte comune. La candidata francese l’ha ricevuto in dono dall’attivista nazionalista russa Maria Katasonova, incontrata a Parigi qualche giorno prima di far visita a Putin a Mosca il 24 marzo.

Il suo incontro con Putin è stato un colpo da maestro: è stata l’occasione per rendere pubblica la sua idea di porre la Francia al centro di un asse nazionalista Washington-Parigi-Mosca se venisse eletta. Putin, da parte sua, l’ha usato per mandare un messaggio politico all’Europa. L’evento di alto profilo tenuto al palazzo del Cremlino, organizzato esattamente un mese prima del primo turno delle elezioni presidenziali francesi di domenica 23 aprile, è stato concepito per dimostrare che sostiene ancora Marine Le Pen, nonostante il suo partito, il Front national (Fn), non sia riuscito a vincere nulla alle elezioni regionali del 2015.

Le Pen ha anche ammirato Trump, anche se non ha espresso commenti positivi sui missili lanciati dagli Usa sulla Siria il sei aprile scorso contro il presidente siriano Bashar al-Assad, alleato russo. In ogni caso, la sua ammirazione per il presidente Putin dura da più tempo ed è stata più costante. L’incontro a sorpresa del 24 marzo è stato descritto come il primo del genere da Le Pen e da molti mezzi d’informazione. Ma in realtà la candidata si era già recata in visita a Mosca nel 2014 e nel 2015. Tre fonti di alto rango del Fn hanno rivelato agli autori di questo articolo che gli incontri si sono svolti nella massima segretezza.

Il fondatore del partito e padre della candidata, Jean-Marie Le Pen, ha rivelato tutto in un recente documentario della Bbc. “Io non l’ho mai incontrato [Putin], ma lui ha incontrato Marine”, ha affermato in un’intervista rilasciata prima del 24 marzo scorso. Nel dicembre 2014 il suo futuro consigliere per la politica estera ed europarlamentare del Front national, Aymeric Chauprade, disse al canale francese BfmTv che durante l’incontro Marine Le Pen e Vladimir Putin avevano intrattenuto conversazioni “non ufficiali” e “amichevoli”. La candidata ha reagito negando immediatamente sia le parole del padre sia quelle di Chauprade.

“Mi ha dato il via libera per parlare dell’incontro con Putin e poi mi ha ripudiato”, ha svelato Chauprade, uscito dal partito nel 2015 dopo aver litigato con Le Pen, agli autori di questo articolo. Lo staff di Le Pen ha anche negato il fatto che il 24 marzo la candidata abbia chiesto denaro a Putin. Ludovic de Danne, il suo consigliere per la politica estera, ha detto ai media che “non hanno discusso di nessuna questione legata ad alcun prestito bancario”. Ma vale la pena chiederlo due volte.

Il Fn è ancora alla ricerca di vari milioni di euro per finanziare la propria campagna presidenziale e per partecipare alle successive elezioni parlamentari in giugno, e inoltre vanta una lunga serie di prestiti di provenienza russa. Il sito d’informazione francese Mediapart ha rivelato che il partito di Marine Le Pen ha già beneficiato di prestiti russi. Il micro-partito di Jean-Marie Le Pen all’interno del Fn ha preso a prestito due milioni di euro in aprile 2014 con l’aiuto di un oligarca russo per finanziare la campagna elettorale per le elezioni europee di quell’anno. Cinque mesi dopo, Marine Le Pen ha ottenuto un prestito di nove milioni di euro per il partito dalla First Czech Russian Bank (Fcrb).

Nel giugno 2016, lei stessa ha approvato una richiesta per un prestito dell’ammontare di tre milioni di euro da un altro prestatore russo, la Strategy Bank. Secondo il documento, firmato da Le Pen e pubblicato il 30 marzo da Mediapart, il motivo di questo prestito era il “finanziamento della campagna elettorale” per la presidenza francese. I finanziatori del Fn, la Fcrb e la Strategy Bank, sono banche russe che operano in maniera opaca e si sono rivelate dei partner inaffidabili. La Fcrb ha perso la licenza nel giugno 2016 e il suo vicedirettore è stato arrestato in gennaio per sospetti su una cospicua appropriazione indebita. Un mese dopo, anche la Strategy Bank ha perso la licenza e Wallerand de Saint Just, il tesoriere del Front National, ha dichiarato che i tre milioni di euro di prestito erano solamente un “progetto” che “non ha avuto un seguito”.

Gli accordi con le banche Fcrb e Strategy erano stati negoziati dallo stesso intermediario, Jean-Luc Schaffhauser, un europarlamentare Fn con tantissimi contatti nell’ex Unione sovietica. Ha lavorato come consulente per Auchan, una società di vendita al dettaglio francese, per Dassault, un produttore di aerei di linea e di velivoli militari, e per la compagnia petrolifera Total, prima di unirsi alla Le Pen nel 2012. Ha ammesso di aver ricevuto 140mila euro di commissione per un “lavoro svolto”, ma, proprio come per i rapporti tra Le Pen e Putin, c’è il sospetto che la quantità di denaro in questione sia maggiore.

Molte fonti hanno infatti affermato che il compenso di Schaffhauser ammontasse in realtà a 450mila euro. Lui nega tutto ma Tracfin, l’autorità francese anti-riciclaggio, sta svolgendo indagini sul caso e anche le autorità d’intelligence statunitensi stanno scavando a fondo nella questione. Secondo il giornale francese Le Canard Enchaîné, il senatore americano Mike Turner ha affermato in una lettera a James Clapper, un funzionario dei servizi segreti statunitensi, che il Front national a gennaio 2016 ha chiesto in prestito dalla Russia 28,7 milioni di euro. Le Pen e altri funzionari del partito hanno negato, ma un rapporto dei servizi segreti statunitensi declassificato in gennaio sostiene che Putin abbia pianificato “futuri tentativi di influenza a livello mondiale, incluso contro gli alleati degli Stati Uniti e i loro processi elettorali”, dopo le ingerenze russe sul voto americano dello scorso anno.

Inoltre, Richard Burr, il capo del comitato del Senato degli Stati Uniti sui servizi segreti che sta indagando sulla manipolazione delle elezioni americane, in marzo ha dichiarato che “i russi sono coinvolti attivamente nelle elezioni francesi”. Il Front National ha sempre sostenuto che i prestiti russi ricevuti non hanno secondi fini, mentre Schaffhauser lo scorso aprile ha detto alla Bbc che i nove milioni di prestito ricevuti dalla Fcrb “non costituivano un prestito politico” bensì “un prestito commerciale”. Le Pen ha definito “oltraggiose e ingiuriose” le “insinuazioni” secondo cui la Russia avrebbe pagato il suo partito per influenzarlo.

“Sulla base del fatto che abbiamo ottenuto un prestito, questo dovrebbe determinare la nostra posizione a livello internazionale? Ci troviamo da tempo su questa linea” filorussa, aveva all’epoca dichiarato al quotidiano francese Le Monde. È vero che l’ammirazione del Front national per la Russia possiede una dimensione ideologica. Risale alla caduta dell’Unione sovietica e Jean-Marie Le Pen per molto tempo ha coltivato i legami con gli ultranazionalisti russi. La relazione di sua figlia col Cremlino è più recente e potrebbe comunque essere più transnazionale.

Marine Le Pen si è avvicinata a Putin dopo aver preso il controllo del Fn nel gennaio 2011 e rivendica una vicinanza ideologica. In un’intervista rilasciata al quotidiano russo Kommersant nel 2011, ha dichiarato di “ammirare” Putin e che la crisi economica e finanziaria che attraversava l’Europa all’epoca era “un’opportunità per voltare le spalle agli Stati Uniti e rivolgersi verso la Russia”. La candidata di estrema destra ha fatto ritorno in Russia nel giugno 2013 per un viaggio di dieci giorni, durante il quale ha visitato la Crimea, in Ucraina. In seguito, è tornata in Russia altre tre volte: in aprile 2014, in maggio 2015 e in marzo 2017.

Stando alla sua agenda ufficiale, in Russia ha anche incontrato due uomini considerati fondamentali per ottenere i prestiti. Ha incontrato Alexander Babakov in febbraio 2014: Babakov, un senatore del partito di Putin “Russia unita” e che fa da consigliere al presidente sulla cooperazione con le organizzazioni russe all’estero, è stato l’uomo dietro al prestito da nove milioni di euro concesso al Front national quell’anno. Il suo nome è su un elenco di sanzioni Ue e si sospetta che possieda beni nascosti in Francia per il valore di undici milioni di euro. Marine Le Pen ha incontrato Konstantin Malofeev pochi mesi dopo. Malofeev è un oligarca con stretti legami col Cremlino che ha aiutato a organizzare il prestito da due milioni di euro. L’ex consigliere di Le Pen, Chauprade, che era presente alla discussione, ha in seguito spiegato che era “un incontro di ringraziamento per il prestito, che era stato utilizzato per finanziare la campagna elettorale per le europee”.

Che sia per ragioni ideologiche o finanziarie, negli ultimi anni la leader Fn e i membri del partito si sono impegnati in una forte attività di lobbismo. Gilbert Collard e Marion Maréchal-Le Pen, i due parlamentari frontisti eletti all’Assemblea Nazionale, hanno chiesto di rimuovere le sanzioni europee alla Russia. I 22 europarlamentari del Front National hanno votato compatti quando era il momento di difendere gli interessi della Russia. Ad esempio, si sono opposti tutti all’accordo di associazione tra Unione europea e Ucraina in settembre 2014, così come alla relazione sulla propaganda russa anti-Ue in novembre 2016.

Inoltre, il Fn è stato un grande sostenitore delle azioni russe in Ucraina. Schaffhauser, l’intermediario dei prestiti russi, si è recato due volte nel Donbass, la regione dell’Ucraina orientale occupata dai russi, nell’ottobre 2014 e nel maggio 2015. La prima visita si è svolta proprio due mesi dopo aver ottenuto il prestito da nove milioni di euro. Ufficialmente, l’europarlamentare è andato da solo e su iniziativa personale, ma in realtà ha viaggiato insieme al capo di gabinetto di Marine Le Pen, Nicolas Lesage, e con un team di Nations Presse Info, un sito di propaganda vicino al Fn. Il viaggio era stato concepito per dare legittimità alle elezioni nella Repubblica Popolare di Donetsk (Rpd) e nella Repubblica Popolare di Luhansk (Rpl), autoproclamate e poste sotto il controllo russo.

Il Front National ha un interesse speciale per la Crimea. Unione europea, Stati Uniti e Nazioni unite hanno dichiarato che il referendum in Crimea tenutosi in marzo 2014, quando la regione occupata dai russi votò per unirsi alla Russia, era illegittimo, ma Le Pen dichiarò che il risultato era “indiscutibile”. Il giorno stesso un funzionario del Cremlino, in un Sms inviato alla leader Fn poi recuperato dagli hacker russi, si chiedeva “come potesse ringraziarla”. Marine Le Pen nel gennaio di quest’anno ha ripetuto che l’annessione della Crimea non costituiva un “atto illegale” e che la regione “non è mai stata ucraina”.

L’amicizia con Le Pen ha inoltre fornito ai politici russi l’accesso all’Europa. Una delegazione russa è stata ospite d’onore a un congresso del Front national a Lione nel novembre 2014, due mesi dopo che il prestito da nove milioni di euro era stato concesso. Vi hanno partecipato due esponenti del partito di Putin “Russia unita”: Andrey Isayev, che è diventato poi vicepresidente della Duma, la camera bassa del parlamento russo, e Andrey Klimov, il vicepresidente del comitato del senato russo per le relazioni internazionali. Isayev ha iniziato il suo discorso chiamando i delegati Fn “cari compagni”. Rispondendo agli applausi, ha affermato che la rivoluzione di Piazza dell’indipendenza in Ucraina era “un golpe incostituzionale” e ha condannato pubblicamente “i pupazzi degli Stati Uniti” tra gli stati europei.

Non è semplice tenere traccia di cosa faccia invece Marine Le Pen quando si reca all’estero. Mantiene una confusione deliberata sul fatto che le visite siano officiali o private e se siano motivate da ragioni politiche o da necessità di raccolta fondi. I suoi viaggi in Russia facevano semplicemente parte di viaggi più ampi per promuovere il Front national. Negli ultimi due anni, la candidata di estrema destra è stata anche in Canada, Ciad, Egitto, Libano e Stati Uniti, mentre il segretario generale del partito, Nicolas Bay, si è recato in Israele. Le visite erano tenute segrete fino all’ultimo minuto, le discussioni formali venivano cancellate e sostituite da “incontri con la stampa” o da “incontri di lavoro” e “pranzi” a porte chiuse.

Alcuni di questi viaggi avevano evidenti ragioni economiche. Quando Le Pen si è recata alla Trump Tower a New York in gennaio, Guido Lombardi, un amico di Trump, le ha organizzato un evento di raccolta fondi. Anche altri incontri erano incentrati sulle finanze del Front National. Nel giugno 2014, Le Pen ha incontrato in segreto un rappresentante degli Emirati Arabi Uniti (Eau). Secondo Chauprade, presente al meeting, “il rappresentante degli Emirati ha spiegato che il suo paese voleva aiutare la Francia a combattere il fondamentalismo islamico” e in quell’occasione ha menzionato la possibilità di un viaggio in Egitto, un alleato degli Emirati Arabi Uniti. Chauprade, all’autore dell’articolo, ha detto “voleva portare denaro per finanziare la campagna presidenziale”.

A quanto si dice, il rappresentante degli Emirati avrebbe detto a Le Pen “vi aiuteremo a vincere”, ma è difficile sapere cosa abbia ricevuto il suo finanziatore in cambio.

Traduzione di Andrea Torsello

Questo articolo è pubblicato in collaborazione con EUobserver.

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