Le manifestazioni di “Pulse of Europe”: Dove batte il cuore dell’Europa

2 aprile 2017
Die Tageszeitung Berlino

Cresce un movimento europeista: ogni domenica appuntamento in 35 città tedesche e diverse altre città europee.

“Freude, schöner Götterfunken!” E poi? Chi di voi conosce l’inno europeo? Anche questa domenica vogliono cantarlo tutti insieme sui gradini della Konzerthaus, la sala da concerto di Berlino che si affaccia sulla Gendarmenmarkt. Friedrich Schiller, l’autore del testo, potrà stare a guardare dall’alto del suo monumento. Ma gli iniziatori di Pulse of Europe dovranno distribuire dei foglietti con il testo per fare in modo che il coro non risulti troppo scadente.

Il [“Pulse of Europe”](Pulse of Europe, il “battito dell’Europa”, da poco riecheggia ogni domenica pomeriggio nella piazza centrale della capitale tedesca. La tendenza? Amplificarsi sempre di più. Secondo diverse stime la scorsa settimana c’erano tra le 700 e le 3.000 persone riunite sotto un mare di palloncini blu e di bandiere dell’Europa. Manifestazioni simili si sono tenute anche in altre 34 città, tra cui Erfurt, Halle, Lipsia e Monaco di Baviera, e poi ancora in Belgio, Francia, Regno Unito, Paesi Bassi e Portogallo.

Così, otto mesi dopo il voto per la Brexit, nasce una corrente contraria che cerca di opporsi all’euroscetticismo di molti cittadini e all’ostilità delle destre nei confronti dell’Unione europea. Il movimento è stato fondato all’inizio dell’anno a Francoforte da un gruppo di persone guidate dall’avvocato Daniel Röder. Poi, quattro settimane fa, un loro compagno di studi ha chiamato l’avvocato berlinese Alexander Knigge dicendogli: “Devi assolutamente partecipare!”. Knigge è ora uno dei dieci organizzatori di Pulse of Europe a Berlino. “Vogliamo che l’Europa formi un’unione politica”, afferma Knigge, “lo scopo è suscitare un nuovo slancio per renderlo possibile”.

Obiettivo: coinvolgere più persone possibili

Alle manifestazioni della domenica partecipano molte persone dall’aria benestante. Indossano lunghi cappotti e occhiali dalla montatura spessa. L’atmosfera è radical chic. Uno dice “pardon”, quando si fa strada tra le fila. Al “microfono aperto”, poi, praticamente a tutti è concessa la parola.

La voce ai cittadini! Eppure anche qui gli intrusi non mancano. Con il pretesto di voler aiutare, dei militanti di destra hanno tentato di intrufolarsi, ma sono stati mandati via. Un gruppo di giovani liberali è stato invitato a riavvolgere lo striscione del partito Liberaldemocratico. Knigge e gli altri ci tengono a non farsi strumentalizzare dai partiti. Anche l’eurodeputato dei Verdi Reinhard Bütikofer è stato visto in piazza Gendarmenmarkt, ma si è espresso unicamente su Twitter.

Gli organizzatori vogliono far sì che le manifestazioni siano aperte a tutti, per raggiungere il maggior numero possibile di persone interessate. Sul sito del movimento si legge: “siamo convinti che la maggioranza dei cittadini creda nell’idea di fondo dell’Unione europea e nel suo sviluppo futuro e non vuole vederla soccombere di fronte alle tendenze nazionalistiche.”

Più concretamente, l‘Unione non avrebbe forse bisogno, per esempio, di un’assicurazione per la disoccupazione a livello comunitario? Knigge non vuole esprimersi in maniera categorica al riguardo. Dice: “vorrei che i cittadini dei diversi paesi si comportassero in modo più solidale l’uno verso l’altro. Il futuro di un giovane disoccupato in Italia dovrebbe starci tanto a cuore quanto quello di un giovane della Bassa Sassonia.”

“Se si pensa alle riforme, allora bisogna sicuramente considerare l’eventualità di concedere più poteri al Parlamento europeo”, afferma Röder, l’organizzatore del raduno. All’inizio si aveva l’impressione che “Pulse of Europe” volesse durare solo fino alle elezioni nei Paesi Bassi e in Francia. Il suo successo ha tuttavia cambiato le carte in tavola. “Non posso più immaginarmi, con queste elezioni passate e da venire, di rimanermene semplicemente a casa”, confessa Knigge.

Questo articolo è stato tradotto in cooperazione con la Facoltà di traduzione e interpretariato dell'Università di Ginevra

Traduzione di Daria Evangelista, Eugenia Portioli

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