Indipendentisti in Europa: La mappa dei separatismi

21 marzo 2017 – VoxEurop

In Europa non sono mai mancati i movimenti secessionisti e indipendentisti, ma negli ultimi anni sembrano aver preso particolare vigore, soprattutto in alcuni paesi. Nei giorni scorsi la primo ministro scozzese Nicola Sturgeon ha annunciato di voler indire un nuovo referendum per la secessione della Scozia dal Regno Unito. Sempre nei giorni scorsi l'ex presidente catalano Artur Mas è stato condannato per aver organizzato un referendum indipendentista nel 2014, non riconosciuto dalle autorità spagnole.

Un paio di anni fa lo studio d'architettura austro-olandese TD ha immaginato per Mark Magazine l'aspetto che avrebbe l'Europa se ogni movimento secessionista dovesse avere successo. In questo scenario, gli stati che non subirebbero mutamenti di confine si potrebbero contare sulle dita di una mano, mentre tutti gli altri paesi verrebbero divisi in due o più parti, nella maggior parte dei casi lungo linee linguistiche o regionali.

Gli autori della mappa, Theo Deutinger, Filip Cieloch e Lucia de Usera, non specificano le fonti utilizzate per individuare le possibili linee di frattura degli stati esistenti: alcune rivendicazioni indipendentiste sono ben note (come nel caso della Catalogna, della Scozia e delle Fiandre), altre invece sono meno visibili o addirittura assenti. Tra tutti i casi messi in mostra dalla mappa, al momento sono realtà pochi i movimenti indipendentisti con concrete possibilità di successo. Molti movimenti sono fortemente minoritari, disorganizzati o interessati più a rivendicare una specificità culturale che non una vera e propria secessione.

In alcuni paesi le spinte secessioniste sono addirittura andate diminuendo negli ultimi anni: nel caso italiano ad esempio la Lega Nord ha smesso di fare campagna per la secessione dell'Italia settentrionale, scegliendo di concentrarsi piuttosto sul contrasto all'immigrazione e l'uscita dall'Unione europea. La mappa di TD rimane insomma uno stimolante esercizio mentale e non pretende di dare un'indicazione realistica sui futuri confini in Europa.