Parla il fondatore di Pulse of Europe: “Siamo un movimento popolare”

28 marzo 2017
VoxEurop

Daniel Röder è il fondatore di Pulse of Europe, il movimento civico che riunisce ogni domenica in un numero sempre più crescente di città europee dei cittadini che intendono dimostrare il loro attaccamento all’Europa e il rifiuto dei populismi.

Avvocato di Francoforte, Daniel Röder definisce il movimento Pulse of Europe “un'iniziativa popolare e non di parte”. Ogni domenica, a partire dalla fine del 2016 riunisce diverse migliaia di sostenitori pro-Europa in una quarantina di città europee.

VoxEurop – Quando e come è nata l’idea di lanciare Pulse of Europe (PoE)?

Daniel Röder – Dopo la vittoria della Brexit e l’elezione di Donald Trump a presidente degli Stati Uniti. Dovevamo fare qualcosa.

Per voi cosa rappresenta l’Unione Europea?

È l’unione pacifica e democratica più prospera dalla fine della Seconda guerra mondiale, l’unica possibilità di inviare degli impulsi, dall’Europa, per risolvere i problemi mondiali.

La vostra iniziativa come si è sviluppata e come spiegate il successo con cui si sta accrescendo e sta registrando sempre più adesioni ?

Le persone vogliono essere coinvolte e grazie a PoE possono farlo sul posto e in maniera diretta. Comprendono che abbiamo preso sul serio i loro timori le loro paure di un futuro incerto dell’Europa e che siamo un movimento di iniziativa popolare e di sensibilizzazione.

Perché i cittadini europei dovrebbero sentirsi legati a un progetto europeo associato al neoliberismo e alla crisi dell’eurozona?

Perché in fin dei conti non c’è alcuna alternativa all’Unione europea e si potrà riformare solo ciò che continua ad esistere! All’Unione europea si imputano ed associano molti dei gravi problemi perché è molto più facile e conveniente addebitarle le colpe e le cause dell’attuale grave crisi. Tutto questo deve cambiare, occorre rivedere il modo in cui si parla dell'Ue.

Il progetto europeo oggi è spesso criticato da quei partiti che, in diversi paesi, sono divenuti i rappresentanti della classe operaia. Il vostro stesso progetto non rappresenta la casta alla quale questi partiti si oppongono?

Pulse of Europe è aperto a tutti coloro che credono nell’idea di una Europa unita, indipendentemente dall’appartenenza a un partito politico, a un credo religioso o a una classe sociale. Considerate le sfide che ci attendono nel futuro, il modo di vedere “dall’alto verso il basso” o viceversa non permette di andare avanti e di risolvere i problemi. Non importa da chi e da dove vengano prese le iniziative, l’importante è che ci siano. D’altronde, l’AfD ( Alternative für Deutschland, destra populista ed euroscettica) è anche un “progetto d’elite”, non vi hanno aderito solo i cosiddetti “dimenticati dal sistema”, tutt’altro. Nei dibattiti si semplificano molte cose e si tende a volgerle a proprio favore.

Come si affrontano i discorsi anti-europeisti di questi partiti e di questi movimenti?

Con molta energia positiva e con un solido impegno per i nostri valori comuni.

Siete stati contattati da partiti politici o da personalità politiche, o avete mai pensato di organizzare il PoE in una struttura politica? Ci sono dei progetti in tal senso?

Non esiste alcun piano per trasformare Pulse of Europe in un partito politico. Ci contattano sempre più spesso dai partiti politici o delle personalità politiche e siamo invitati a collaborare con loro. Tuttavia per noi è importante preservare la nostra indipendenza politica.

Come vi immaginate il futuro di PoE?

Vogliamo rimanere vicino alla gente, credibili e degni di fiducia in ciò che facciamo. Non sappiamo ancora con quale formula Pulse of Europe procederà dopo le elezioni presidenziali francesi. Ascoltiamo le aspettative della gente che si è rivolta a noi e le mettiamo in atto con la responsabilità che ci conferiscono.

Translated by Stefania Paluzzi

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