Cablegate: Hacker giustizieri e spioni in diligenza

2 dicembre 2010 – Libération (Parigi)

I documenti diplomatici riservati pubblicati da WikiLeaks, il cosidetto Cablegate, non contengono alcuna rivelazione sconvolgente. La vera notizia è lo strappo nell'ipocrisia che caratterizza i rapporti tra stati, cittadini e media, che potrebbe avere in futuro conseguenze paradossali.

L'affare WikiLeaks è uno scandalo apparente, scrive Umberto Eco su Libération: il contenuto dei documenti riservati svelati dal sito non ha niente di sorprendente o inedito. A essere violata è stata solo l'ipocrisia che regge i rapporti tra stati, cittadini e stampa. Ma la rilevanza simbolica della vicenda è un'altra.

Nel corso del ventesimo secolo ci siamo abituati all'idea del Grande fratello, il potere che grazie alle nuove tecnologie esercita un controllo costante su tutti i cittadini. Gli hacker di WikiLeaks hanno invertito la direzione del fenomeno: oggi anche il potere è sottoposto al controllo ineludibile dei cittadini. Il che suggerisce a Eco uno scenario paradossale per il futuro della diplomazia e dello spionaggio: agenti costretti a viaggiare di persona con informazioni imparate a memoria o nascoste nel tacco di una scarpa, come due secoli fa. Ma come lo scrittore ha già sostenuto altrove, non è la prima volta che la tecnologia fa avanzare la società a passo di gambero..

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