Difesa: Rousseau blocca la fusione Eads-Bae

11 ottobre 2012
Presseurop
Les Echos, Die Zeit

Les Echos, 11 ottobre 2012

"Cosa vuole la Germania in Europa?”, titola Les Echos all’indomani del fallimento della fusione tra il consorzio aeronautico e di difesa europeo Eads e la britannica Bae Systems, interrogandosi sulle reali intenzioni di Berlino, accusata da Parigi e Londra di aver silurato l’operazione. L'editoriale del quotidiano riconosce che la vicenda è “delicata e inquietante, perché mette in dubbio l’atteggiamento europeo di Berlino”, ed elenca diversi segnali che dimostrano come l’europeismo della Germania stia molto nelle parole e poco nei fatti.

L’impegno europeo della Germania è stato contestato per tutta la durata della pantomima (non ancora finita) della crisi dell’eurozona. […] Da più di tre anni gli sforzi per creare strumenti di solidarietà finanziaria si sono infranti contro i rifiuti, le esitazioni, le reticenze e le opposizioni di Berlino.

L’editoriale di Les Echos aggiunge che lo stesso è accaduto con le politiche energetiche comunitarie, quando “la Germania ha deciso di abbandonare il nucleare senza alcuna concertazione con i vicini e prendendo una decisione che avrà conseguenze enormi per il continente”. L’ultimo episodio, prosegue il quotidiano, si è verificato “con la difesa europea, che si è arenata a causa delle reticenze tedesche”.

Il veto di Berlino ha distrutto il grande sogno europeo e ha spinto la britannica Bae in un’impasse strategica. Il colmo è che ora l’azienda potrebbe essere costretta a passare sotto il controllo della Boeing, aggiungendo al danno la beffa.

Il tedesco Die Zeit la prende con filosofia: “Lo scontro sulla vicenda Eads-Bae mostra fino a che punto le differenze culturali minacciano le fusioni in Europa”. Secondo il settimanale di Amburgo il passo indietro di Berlino è soltanto una spiegazione superficiale del fallimento della trattativa. “Il vero colpevole è Rousseau”.

La difficoltà di fondere due compagnie come Eads e Bae affonda le sue radici nel XVII secolo, quando Francia e lnghilterra hanno sviluppato due concetti molto diversi di proprietà.

In base ai principi del filosofo Jean-Jacques Rousseau, la Francia pretende che una grande azienda sia sottomessa all’interesse generale, e dunque ha rifiutato di cedere la sua quota di Eads (22,5 per cento, di cui 15 per cento di partecipazione pubblica). A quel punto i britannici, fedeli discepoli di John Locke e della proprietà privata, hanno accettato a malincuore di concedere ai francesi il 9 per cento dell’azienda nata dalla fusione.