Sondaggio europeo sul Ttip: La stragrande maggioranza contro le corti arbitrali

30 gennaio 2015
VoxEurop
Frankfurter Allgemeine Sonntagszeitung

Dortmund (Germania), 2 maggio 2014. Una flashmob durante un comizio del presidente del parlamento europeo Martin Schulz.
Dortmund (Germania), 2 maggio 2014. Una flashmob durante un comizio del presidente del parlamento europeo Martin Schulz.

La Commissione europea ha ricevuto quasi 150mila risposte alla sua consultazione pubblica, sul meccanismo di risoluzione dei contenziosi tra investitori e stati (Isds) contenuto nel Partenariato transatlantico per il commercio e l’investimento (Ttip) e pubblicata il 15 gennaio. “Quasi nessuna” però era a favore dell’Isds, riferisce la Frankfurter Allgemeine Zeitung. Il meccanismo prevede che le imprese che si sentono lese da politiche pubbliche di uno stato possano ricorrere a un tribunale arbitrale, le cui decisioni sono inappellabili, anziché alle giurisdizioni statali.

Il 35 per cento di tutte le risposte proveniva dal Regno Unito, il 23 per cento dall’Austria e il 22 per cento dalla Germania. Praticamente nessuno ha partecipato nei paesi d’Europa centrale e orientale. Secondo la Commissione, il 97 per cento delle risposte erano state raccolte da Ong tramite forme di petizione, scrive ancora il giornale, secondo il quale

questo non rappresenta però la fine dell’accordo di libero scambio con gli Stati Uniti, ha affermato a commissaria al commerci Cecilia Malström. La consultazione non era un referendum, hanno aggiunto fonti vicini alla commissaria svedese. “Dobbiamo ora avere una discussione aperta sulla base della consultazione”, ha dichiarato Malmström a Strasburgo.

Il giornale sottolinea come Malmström non ha fatto proposte per risolvere il problema dell’Isds, ma solo detto che la Commissione lavorerà su diversi aspetti del Ttip, come “fare in modo che il Partenariato non riduca i diritti degli stati in materia di protezione dell’ambiente e dei consumatori.”

La Frankfurter Allgemeine Zeitung aggiunge che nuove discussioni con il Parlamento europeo, gli stati membri e i gruppi di interesse come i sindacati, le associazioni di consumatori e i rappresentanti delle imprese riducono la speranza che si possa giungere a un accordo di base sul Ttip entro la fine dell’anno.