I titoli di oggi

26 giugno 2012 – Presseurop Politis, El País, Ta Nea & altri 4

Nicosia ha ufficialmente chiesto l’aiuto finanziario dell’Ue per sostenere il settore bancario. Prima di decidere di versare 3 o 4 miliardi di euro dal Fondo europeo di stabilità finanziaria o dal Meccanismo europeo di stabilità, la troika Ue-Bce-Fmi  studierà la situazione finanziaria del paese.

Politis, Nicosia

Il denaro non arriva, la troika sì

Il governo spagnolo ha chiesto ufficialmente aiuto all’Ue per sostenere il settore bancario. Madrid ha annunciato nuove misure per risanare i conti pubblici, tra cui l’aumento dell’Iva e l’innalzamento dell’età pensionabile.

El País, Madrid

Rajoy annuncia altri “provvedimenti difficili” dopo aver chiesto l’aiuto di Bruxelles

Alla vigilia del vertice europeo del 28 e 29 giugno il ministro delle finanze Vassilis Rapanos ha rinunciato all’incarico per motivi di salute. Anche il primo ministro Antonis Samaras, operato all’occhio, non potrà partecipare all’incontro. La Grecia sarà rappresentata dal presidente Carolos Papoulias.

Ta Nea, Atene

Paese isolato cerca un ministro e alleati

Per evitare che una sentenza della Corte costituzionale invalidi il Meccanismo europeo di stabilità (Mes), il governo ha deciso di ratificarlo con una maggioranza dei due terzi in entrambe le camere del parlamento il 29 giugno.

Süddeutsche Zeitung, Monaco

Merkel gioca d’anticipo sulla Corte di Karlsruhe

A tre giorni dal vertice europeo i mercati restano nervosi dopo che la cancelliera tedesca ha rinnovato la sua opposizione agli eurobond, mentre Spagna e Cipro chiedono un aiuto finanziario all’Ue.

La Stampa, Torino

Merkel, no agli eurobond, e le borse vanno a picco

L’esito più probabile del Consiglio europeo in programma questo fine settimana non è la creazione degli Stati Uniti d’Europa o di un ministero delle finanze europeo, ma l’istituzione di una garanzia per i depositi e di un controllo comune sulle banche per rassicurare i risparmiatori.

SME, Bratislava

L’Unione vuole controllare le banche

Il primo ministro danese annuncia che non organizzerà un voto sull’euro e sulle esenzioni danesi in materia di giustizia, come invece aveva promesso durante la campagna elettorale dell’autunno 2011.  Helle Thorning-Schmidt prevede l’istituzione di un’Europa a due velocità, ed è convinta che la Danimarca non farà parte dei paesi più avanzati.

Thorning rinvia il referendum sull’Europa